Si invitano i passeggeri a recarsi in aerostazione con congruo anticipo rispetto all’orario di partenza

Cenni storici

Le origini

Il 16 luglio 1970 viene costituita la società per azioni SACBO (acronimo di Società per l’Aeroporto Civile di Bergamo - Orio al Serio), presieduta da Attilio Vicentini con Carlo Pesenti vicepresidente, a cui partecipano Camera di Commercio, Comune di Orio al Serio, Aeroclub, Unione Industriali, Banca Popolare di Bergamo, Credito Bergamasco, Banca Provinciale Lombarda e la compagnia aerea Itavia, con contestuale promessa di adesione che Comune e Provincia di Bergamo avrebbero formalizzato in seguito. Due mesi dopo la neo costituita SACBO, inoltra domanda di concessione al Ministero dei Trasporti per dare vita al terzo aeroporto lombardo, disponendo nella primavera 1971 l’aumento del capitale sociale (da 10 a 200 milioni di vecchie lire, sostenuto sotto forma di finanziamento dai tre istituti di credito azionisti) per fare fronte agli interventi necessari a dotare lo scalo delle infrastrutture operative che avrebbero consentito di avviare l’attività commerciale. Esattamente un anno dopo l’avvenuta costituzione di SACBO, il 16 luglio 1971, il Consiglio superiore dell’aviazione civile esprime parere favorevole dando il via libera ai collegamenti con Roma, Cagliari, Alghero e Catania, e affidandone la gestione alla compagnia aerea Itavia. Il documento di idoneità a svolgere traffico aereo civile e la relativa agibilità dell’infrastruttura porta la data del 20 marzo 1972. La sera dello stesso giorno arriva da Roma Ciampino il DC9 Itavia che l’indomani mattina, alle 9:26, decolla alla volta dello scalo capitolino, inaugurando la stagione dei voli di linea. L’avvio ufficiale delle attività aeronautiche commerciali consente a SACBO di iniziare ad elaborare strategie gestionali in grado di garantire la continuità operativa dello scalo. Nel corso degli anni ’70, la presenza dell’Aeronautica Militare sul sedime costituisce un enorme vantaggio per la società di gestione aeroportuale di Milano Bergamo, sia in forma di collaborazione tecnico-operativa, sia per la dotazione di apparecchiature all’avanguardia per la sicurezza del volo. Il bilancio del primo anno di attività dell’aviazione civile si rivela più che soddisfacente, anche perché ai voli di linea programmati e a quelli dirottati da Linate, quasi esclusivamente per nebbia, si aggiunge una piccola quanto significativa componente charter, che corrisponde al 30 per cento dei 127.286 passeggeri transitati. Il movimento delle merci aeree si rivela subito importante, a conferma del grande interesse da parte del tessuto economico territoriale presente intorno all’Aeroporto di Milano Bergamo. Si tratta, ovviamente, di spedizioni di dimensioni e peso contenuti, assimilabili ai pacchi postali, che trovano posto nella stiva dei aerei di linea per passeggeri. Una tipologia di merci che da semplice nicchia diventerà in seguito un mercato di straordinaria importanza logistica per un bacino sempre più ampio ed articolato.

I primi anni di attività

Il passaggio successivo per SACBO è rappresentato dal riconoscimento del ruolo di gestore aeroportuale da parte delle Autorità statali, condizione indispensabile per attingere ai benefici dei diritti aeroportuali e tasse d’imbarco, e dalla concessione pluriennale ad operare sullo scalo. La legge 746 del 27 dicembre 1975 riconosce lo status giuridico e assegna la concessione trentennale a partire dal 9 gennaio 1976. A quel punto SACBO può decidere gli impegni finanziari per completare una serie di opere di adeguamento, iniziate con i lavori per la pista di rullaggio e la sistemazione del piazzale aeromobili, da proseguire con gli interventi sull’aerostazione e l’acquisto di attrezzature di servizio aeroportuale. Nel 1977 si procede alla realizzazione di una pista provvisoria di 1.800 metri, poi destinata ad essere utilizzata come via di rullaggio, per consentire la riqualificazione della pista principale. E il 1° marzo 1978, con lo scioglimento del Reparto Volo della 1° Regione Aerea, l’Aeronautica Militare rimane presente con il solo distaccamento addetto ai servizi di telecomunicazioni e assistenza al volo. Il varo del “Programma Orio ‘80”, relativo al piano delle opere da realizzarsi sul sedime, avviene quasi contestualmente all’inserimento ufficiale di Milano Bergamo nel sistema aeroportuale lombardo, assieme a Linate e Malpensa. L’aeroporto rimane chiuso dal 2 ottobre 1979 al 1° gennaio 1980 per consentire l’allungamento della pista a 2.800 metri, che diventerà pienamente operativa per la sua intera lunghezza solo nel 1983 dopo l’installazione del sistema di atterraggio strumentale ILS. I voli riprendono il 2 gennaio 1980 dopo l’omologazione dei nuovi apparati di radioassistenza.

Gli anni 80

Nel dicembre 1980, sei mesi dopo il disastro aereo di Ustica che vede coinvolto un DC9 Itavia, la compagnia aerea che aveva permesso di avviare l’attività commerciale sull’Aeroporto di Milano Bergamo cessa ogni attività di volo. Bisognerà attendere quasi un anno perché riprenda il collegamento con la capitale. Ad effettuarlo, dal 1° novembre 1981 è Aermediterranea che fa rotta su Roma Fiumicino. In questo lungo periodo di interruzione si inserisce il felice evento della visita del Pontefice, Papa Giovanni Paolo II , nei luoghi del suo precedessore Giovanni XXIII . L’arrivo avviene il 26 aprile 1981 a bordo del DC9-30 del 31° stormo dell’Aeronautica Militare Italiana. Una data memorabile per l’Aeroporto di Milano Bergamo, che si inserisce in una fase gestionale molto delicata, caratterizzata dalla necessità di garantire (da parte dei soci e in particolare dai tre istituti di credito azionisti) l’indispensabile supporto finanziario alle opere primarie atte a qualificare lo scalo dal punto di vista operativo. Dopo l’arrivo nel 1983 di Giovanni Cavalli alla presidenza di Sacbo (rimarrà in carica fino al 1992), l’attenzione si concentra sull’infrastruttura. Il 26 febbraio 1986 ha luogo l’inaugurazione della nuova aerostazione, annessa alla quale sorge la nuova torre di controllo. Mentre si consolida il traffico charter, sostenuto dai movimenti stagionali dei turisti della neve e di quelli diretti nelle località estive lacustri ma anche da consistenti flussi di turismo religioso, Milano Bergamo soffre la discontinuità dei collegamenti con Roma. Il 26 ottobre 1987 Alinord subentra ad Alitalia nella gestione della rotta Bergamo-Roma, operando tre voli giornalieri con un aeromobile Fokker 28 e facendo scalo all’Aeroporto di Ciampino. Nell’estate 1987 una nuova svolta nei rapporti tra SACBO e SEA, basata sulla condivisione reciproca di un sistema unitario aeroportuale lombardo, che pone le premesse per l’ingresso della società di gestione degli Aeroporti di Linate e Malpensa nel capitale azionario di SACBO. L’appuntamento con il campionato mondiale di calcio 1990 accelera il potenziamento delle infrastrutture, con interventi di adeguamento funzionale ed architettonico dell’aerostazione e sulle vie di accesso esterne. Alla fine degli anni Novanta lo scalo di Milano Bergamo poteva finalmente conoscere la fase del decollo, con un’accelerazione notevole di attività in relazione all’apertura del grande aeroporto di Malpensa 2000.

Gli anni 90

Agli inizi degli anni ’90 SACBO getta le basi per il definitivo sviluppo infrastrutturale e logistico dello scalo. Un impegno iniziato con una profonda analisi del ruolo dello scalo orobico nel panorama nazionale del trasporto aereo, all’epoca incentrato soprattutto sul traffico courier, settore che contribuisce strategicamente a conservare le potenzialità dello scalo in previsione dell’atteso aumento del movimento passeggeri. Assunta nel 1993 la carica di presidente di Sacbo, che ricopre per cinque mandati triennali consecutivi, Ilario Testa fissa l’obiettivo della riorganizzazione e potenziamento dei servizi che determina un immediato, sensibile incremento dell’attività, riscontrabile nell’andamento dei risultati di esercizio. La prima, importante svolta decisionale è costituita dal varo nel novembre 1995, da parte di Sacbo, di un piano triennale di investimenti pari a 80 miliardi di vecchie lire, che consentono di portare a termine l’allargamento dell’aerostazione con nuovi banchi check-in e due pontili d’imbarco, e disporre di nuovi uffici. Dall’esercizio ’95 i risultati fanno segnare utili in progressiva crescita e nel ’97 il fatturato annuo supera per la prima volta l’ammontare del capitale sociale. Nonostante il mancato trasferimento dei voli da Linate a Malpensa, in coincidenza con l’apertura del nuovo hub il 25 ottobre 1998, che avrebbe dovuto permettere all’Aeroporto di Milano Bergamo di gestire nuove rotte nel quadro del sistema aeroportuale milanese, Sacbo mette in atto le opportune sinergie in grado di agevolare lo sviluppo del traffico passeggeri sfruttando la posizione baricentrica dello scalo bergamasco nel bacino della Lombardia. Nel 1999 l’aeroporto supera per la prima volta la quota annuale di 1 milione di passeggeri.

L’AVVENTO DEI VOLI LOW COST

Nel 2000 si decide il raddoppio dell’area check-in, ma soprattutto vengono avviati i contatti commerciali che porteranno l’Aeroporto di Milano Bergamo a diventare in poco tempo una delle realtà più avanzate nel trasporto low-cost. I mesi seguenti l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 sono drammatici per il settore del trasporto aereo internazionale, con calo dei viaggiatori e molte compagnie aeree percorse da crisi inarrestabile che sfocia in tagli occupazionali anche nei servizi esterni e in qualche caso nel fallimento. Proprio in questa fase matura la scommessa sulla strategia “low cost” e giungono a conclusione le trattative per portare a Bergamo la massima espressione della nuova politica tariffaria senza fronzoli, basata sulla qualità dei servizi essenziali, sicurezza e puntualità, con eliminazione del superfluo, ovvero non strettamente necessario. Nel 2001, grazie agli elevati standard di servizio raggiunti negli ultimi anni, l’aeroporto ottiene da parte della TUV la Certificazione di Qualità del settore passeggeri, predisponendosi ad accogliere le compagnie aeree low cost. Il 14 febbraio 2002, giorno di San Valentino, Ryanair inaugura in modo alquanto originale le operazioni sull’Aeroporto di Milano Bergamo, facendo partire da Francoforte Hahn un volo con 80 giovani coppie di fidanzati tedeschi, una delle quali contrae matrimonio a bordo. Due mesi dopo si apre il volo tra Bergamo e Londra, che richiama immediato interesse dei viaggiatori e convince il board di Ryanair della bontà della scelta di Milano Bergamo quale scalo di riferimento del nord Italia. Dopo l’avvio dei voli operati da Ryanair, cresce il numero dei vettori a basso costo attratti dall’efficienza dell’Aeroporto di Milano Bergamo e dalla rapidità dei tempi di erogazione dei servizi offerti ai velivoli e ai passeggeri. La strategia di promozione e sviluppo consente che all’aumento del traffico concorra una serie di vettori, creando le condizioni per una reale espansione del bacino di utenza e il graduale ampliamento della rete di destinazioni nell’area euromediterranea. Nell’agosto 2002 Milano Bergamo supplisce alla chiusura di Linate, necessaria per consentire il rifacimento della pista e una serie di opere di ammodernamento. Il 6 febbraio 2003, presente l’amministratore delegato Michael O’Leary, Ryanair inaugura la sua base di Milano Bergamo, promuovendola a hub del sud Europa. All’annuncio si accompagna il lancio di una serie di collegamenti (Barcellona Girona, Bruxelles Charleroi, Amburgo Lubecca, Parigi Beauvais, Londra Luton) in aggiunta a quelli già operati con Francoforte Hahn e Londra Stansted.

Un decennio di crescita costante

L’atteso incremento del movimento dei passeggeri matura nel 2003, con il passaggio da 1,2 a 2,7 milioni si base annua. Dal 2002 la crescita di Milano Bergamo segue un andamento esponenziale, governata con un’attenta politica gestionale e di programmazione rivolta alla creazione di servizi aggiuntivi. Nello stesso anno Sacbo ottiene la concessione quarantennale da parte dell’Enac, con scadenza nel 2042, traguardo fondamentale per impostare, in accordo e collaborazione con le amministrazioni locali, le nuove strategie di sviluppo orientate ad un’attenta politica di progressiva riduzione dell’impatto ambientale sul territorio circostante il sedime aeroportuale. Dopo l’approvazione del Piano di Sviluppo Aeroportuale, avvenuta con l’emanazione del relativo decreto ministeriale datato dicembre 2004, Sacbo fissa i nuovi obiettivi, rappresentati dal livellamento dell’attività svolta dai vettori courier che continuano a svolgere un importante ruolo logistico e supporto all’occupazione e all’economia del territorio. Si rinuncia però a realizzare il cargo center per privilegiare interventi per il potenziamento di infrastrutture e servizi aeroportuali al servizio del traffico passeggeri, la sicurezza e la mitigazione ambientale. In seguito al successo maturato dall’Aeroporto di Milano Bergamo e ai meriti gestionali riconosciuti, l’Università degli Studi di Bergamo decide di conferire a Ilario Testa la laurea honoris causa in ingegneria gestionale in occasione della cerimonia di apertura dell’anno accademico 2005/2006. Nel corso degli anni Ryanair riscuote successo ed apprezzamento crescenti, ottenendo dalle proprie strategie commerciali le risposte attese, in modo particolare dall’Aeroporto di Milano Bergamo, che diventa esempio di elevata performance. Con una pianificazione mirata sempre alla massima efficienza in chiave operativa e sicurezza, il vettore irlandese aggiunge progressivamente nuovi aeromobili a quelli già basati formando una flotta permanente sullo scalo che permette di allargare il network dei collegamenti e programmare le frequenze in funzione delle richieste di mercato. Una crescita costante che porterà Ryanair a tagliare nell’estate 2010 il traguardo dei 25 milioni di passeggeri trasportati dall’inizio delle attività sull’Aeroporto di Milano Bergamo, su un totale di cento milioni riferito al movimento passeggeri da e per gli scali italiani nello stesso periodo. Il modello Ryanair diventa oggetto di studio ed approfondimento, così come la stessa gestione operativa dei voli che richiede il rigoroso rispetto del turn-around, il tempo che trascorre dall’arrivo dell’aeromobile sul piazzale di sosta alla sua ripartenza, in un intervallo estremamente contenuto.

IL FENOMENO LOW COST

Il programma di sviluppo dell’attività di Ryanair sull’Aeroporto di Milano Bergamo non resta esempio isolato. Il successo del vettore low cost irlandese induce molte compagnie aeree a scommettere sul bacino d’utenza dello scalo bergamasco. Basiq Air, brand di Transavia, vola sull’aeroporto Schiphol di Amsterdam, hub olandese. Jet2.com, Bmibaby e Flybe contribuiscono ad accrescere le rotte sulla Gran Bretagna. Altrettanto fanno Air Berlin e Hapag Lloyd Express con la Germania. Entrano in scena anche Skyeurope, con l’importante approdo a Bratislava-Vienna, e Sterling, verso Copenaghen e Stoccolma. A ciò si aggiunga l’attività di Volareweb.com che garantisce un alta frequenza di voli giornalieri con Roma Fiumicino, collegamento che Alitalia riprende a gestire dal maggio 2005. Nella prima metà del decennio nuove compagnie di affacciano sullo scenario operativo dello scalo bergamasco. Dal maggio 2004 entra in scena Wizzair, che consoliderà la propria presenza sullo scalo bergamasco espandendo gradualmente la rete dei collegamenti con l’est Europa fino a diventare il secondo operatore per numero di rotte servite dopo Ryanair. Il modello low cost, decisamente innovativo, oltre a caratterizzare lo sviluppo straordinario dell’Aeroporto di Milano Bergamo, ha il merito di rivisitare completamente l’attività del trasporto aereo, permettendo ad un numero considerevole di persone, di tutta l’Europa, che difficilmente avrebbero utilizzato l’aereo per i propri spostamenti, di viaggiare a costi accessibili.

La base dei vettori courier

Fin dai primi anni di attività commerciale, la movimentazione delle merci aeree assume rapidamente enorme valore strategico per il bacino d’utenza dell’aeroporto. Le merci trattate dai vettori courier rientrano nella categoria dei documenti e piccoli pacchi, dei prodotti farmaceutici e dei ricambi, tutti accomunati dalla specifica della consegna urgente e rispondenti a processo logistico sicuro e garantito. DHL Aviation è il primo dei grandi corrieri espresso ad operare sullo scalo di Milano Bergamo, approdandovi nel 1976 per poi consolidare nel tempo la propria attività e contribuendo a rafforzarne il ruolo nel settore specializzato. Nel 1994 DHL Aviation trasforma il gateway in un centro di smistamento e transito con dimensioni di hub, alimentando il flusso dei piccoli colli di provenienza e destinazione locale. L’impiego di velivoli wide-body consente di convogliare grandi quantità di pacchi e rispondere alla domanda crescente di affidamento delle spedizioni che necessitano di procedure semplificate e consegna rapida. DHL Aviation contribuisce in modo rilevante a fare dell’Aeroporto di Milano Bergamo uno dei più importanti centri di movimentazione delle merci aeree di tipologia courier. Un rapporto di lunga durata, reso più solido dal rinnovo del contratto sottoscritto il 23 novembre 2006, che prolunga la presenza di DHL Aviation sullo scalo orobico, consentendo da un lato di garantire la continuità di un’attività ad alto valore strategico per l’economia del territorio, con mantenimento dei livelli occupazionali diretti e indiretti, e dall’altro di rispondere alle aspettative di mitigazione dell’impatto ambientale relativamente alla riorganizzazione dell’operatività notturna. DHL Aviation, parte integrante del network DHL per i collegamenti giornalieri aerei internazionali, ottiene per prima la certificazione “Full”, ovvero il massimo riconoscimento che unisce i vantaggi della certificazione AEOC, operatore economico autorizzato per le semplificazioni doganali, e della certificazione AEOS, operatore economico autorizzato per la sicurezza. Tali certificazioni consentono lo snellimento delle procedure di sdoganamento, diminuzione di costi di gestione e godimento dei benefici operativi. La struttura di UPS all’Aeroporto di Milano Bergamo costituisce dal 1989 il principale gateway del corriere espresso in Italia, che nel corso del tempo ha assunto un valore estremamente importante a livello territoriale in termini di sviluppo e di occupazione. Tutte le spedizioni aeree internazionali di UPS in partenza e arrivo dal nord-ovest passano attraverso lo scalo bergamasco, collegato allo hub aereo di Colonia/Bonn, dove ha sede il più grande centro di smistamento di UPS in Europa. Sull’Aeroporto di Milano Bergamo il corriere espresso dispone di una struttura operativa dotata di tecnologie all’avanguardia per il controllo e la movimentazione, con una capacità di smistamento costantemente adeguata ai bisogni e un’area interamente dedicata allo screening dei pacchi grazie ad una serie di sofisticate apparecchiature radiogene. Oltre a garantire standard di efficienza e sicurezza, UPS ha sempre dimostrato la massima flessibilità nel programmare la propria attività in coerenza con le esigenze locali. Si tratta di un valore strategico di grande rilevanza per il sistema di imprese e società che si affidano al servizio della consegna urgente e più in generale per tutte le attività di relazione con partner e mercati esteri. Dopo aver avviato i collegamenti con velivoli di medio cabotaggio, come i Fokker 28, UPS introduce nei primi anni ‘90 aeromobili 727 di grande capacità di carico, rimotorizzati e ricondizionati secondo le normative tecniche rispondenti alle disposizioni vigenti a livello europeo ed internazionali sul contenimento del rumore e il miglioramento dell’efficienza aerodinamica. Negli anni seguenti UPS impiega velivoli sempre più performanti, affidandosi a flotte di nuova generazione e scegliendo macchine trasformate e modernizzate, come i velivoli Boeing 767-200, con una capacità di carico utile di 42 tonnellate e con un’autonomia di oltre 6.000 km senza scalo. Operativa dal 1982 con una propria base sull’Aeroporto di Milano Bergamo, la compagnia aerea cargo Miniliner, operativa effettua servizi di trasporto di piccoli pacchi postali fino a cessare le attività nel 2015. Sacbo, dopo aver deciso di rinunciare alla costruzione del Cargo Center, limitando l’attività merci a due soli vettori courier, ne ottiene la collaborazione per la limitazione dei movimenti concentrati nella fascia notturna. Le scelte operative, combinate con l’impiego di aeromobili di ultima generazione, dotati di motori a bassa rumorosità e soluzioni tecniche ed aerodinamiche tali da aumentarne l’efficienza in volo, consentono di contenere l’impatto ambientale delle attività aeronautiche, costantemente controllate attraverso la rete di monitoraggio.

La nuova torre di controllo

L’Aeroporto di Milano Bergamo si avvale di un avanzato sistema radar, installato da ENAV (Società Nazionale per l’Assistenza al Volo) ed omologato al termine di una campagna di radiomisure nel luglio 2005, che garantisce l’implementazione dei servizi radar di avvicinamento e di superficie, e della nuova Torre di Controllo, dotata delle apparecchiature di ultima generazione per la gestione e il controllo del traffico aereo, che entra in funzione a regime nel gennaio 2010. Le due opere comportano investimenti di 20 milioni di euro da parte di ENAV e 2 milioni di Euro da parte di SACBO per le infrastrutture di collegamento. Il sistema radar aeroportuale di Milano Bergamo è una delle più moderne apparecchiature atte a garantire una migliore e più sicura gestione del traffico aereo durante la fase di avvicinamento alla pista, di decollo e dei movimenti di velivoli e automezzi al suolo. Il radar di avvicinamento (primario e secondario), consente di ottimizzare i percorsi di discesa e salita attraverso il cosiddetto “vettoramento”, che consiste nella conduzione degli aeromobili in pista seguendo la traiettoria più breve ed efficiente. I segnali del radar primario confluiscono nel sistema multi radar tracking presso il Centro di Controllo d’Area di Milano (ACC), estendendo all’area aeroportuale di Bergamo la copertura regionale fino al suolo. Il radar secondario consente di attivare lo scambio di informazioni tra il trasponder installato a bordo dell’aeromobile e il radar di terra, garantendo la gestione di velivoli e autoveicoli al suolo anche in condizioni di scarsa visibilità. L’impiego combinato delle nuove apparecchiature radar, rispondente ai più avanzati standard europei, corrisponde ad una riduzione dei tempi di volo per gli aerei in arrivo e in attesa di decollare, che si traduce in minore impatto acustico ed ambientale.

Le certificazioni di qualità di SACBO

Nel 2004 SACBO raggiunge traguardi significativi: la certificazione Enac per la rispondenza dell’aeroporto alle norme ICAO, e la certificazione di qualità rilasciata da TUV Italia in conformità ai requisiti della norma Iso 9001:2000, per la progettazione ed erogazione dei servizi di assistenza a terra per gli aeromobili, i passeggeri, i bagagli e le merci; gestione delle infrastrutture e dei sistemi centralizzati relativi; gestione della biglietteria; coordinamento delle operazioni di scalo. Il riconoscimento degli standard di qualità si completa nel marzo 2008 quando viene rilasciata a SACBO la certificazione ambientale sulla base della normativa ISO 14001. Un attestato di conformità che completa un percorso di costante attenzione all’ambiente e al territorio finalizzato a garantire la compatibilità delle attività aeronautiche nel quadro del piano di sviluppo dello scalo bergamasco. A seguito dell’analisi delle varie tipologie di impatto in condizioni di esercizio dei processi e servizi aeroportuali, sono risultati certificati tutti gli aspetti ambientali e in dettaglio i seguenti campi: inquinamento acustico, emissioni nell’atmosfera, ciclo dell’acqua, gestione dei rifiuti, uso delle materie prime e delle risorse naturali (mediante contenimenti dei consumi energetici e idrici), aspetti naturalistici ed ecologici, radioprotezione ed emissioni elettromagnetiche, inquinamento luminoso. La certificazione ambientale pone l’Aeroporto di Milano Bergamo al livello degli aeroporti più avanzati in campo europeo ed internazionale sul piano dei servizi, operativo ed infrastrutturale. A ciò si aggiunga l'accreditamento del primo livello di certificazione "Airport Carbon Accreditation" (ACA) di ACI Europe (Consiglio Internazionale degli Aeroporti Europei, che rappresenta oltre 450 scali in 45 Paesi d’Europa) in relazione all’impiego delle risorse energetiche e al relativo abbattimento di consumi ed emissioni nell’aria nell’ambito delle attività di funzionamento dello scalo. Tale riconoscimento è propedeutico alla elaborazione della “ Carbon Footprint”, che traduce le risorse utilizzate dal gestore aeroportuale in CO2 equivalente prodotta. Un tassello fondamentale per poter individuare azioni successive finalizzate a ottenere ulteriori riduzioni e conseguenti risparmi.

LE NUOVE INFRASTRUTTURE

In ragione del progressivo e costante incremento del movimento passeggeri, Sacbo procede ad una serie di interventi di adeguamento all’interno e all’esterno dell’aerostazione, tali da consentire il mantenimento di standard di qualità e di efficienza rispondenti agli obiettivi. Il 28 marzo 2006 entra in funzione il terzo pontile per l’imbarco dei passeggeri. La nuova struttura operativa, posizionata nell’area ad ovest dei due pontili preesistenti, creati rispettivamente nel 1998 e 1999, è al servizio delle sale partenze riservate ai voli Schengen e consente di gestire contemporaneamente l’imbarco di due aeromobili attraverso flussi canalizzati su doppio corridoio, separati da una partizione vetrata, e due corpi scala indipendenti che danno accesso al piazzale. L’entrata in funzione del terzo pontile garantisce la migliore gestione delle fasi di imbarco, consentendo di dirigersi direttamente sul piazzale e alle rampe di accesso ai velivoli. Il 23 luglio 2007 si inaugura la nuova area check-in, collegata al sistema BHS per il controllo del 100 per cento dei bagagli da stiva, entrato in funzione nel gennaio 2003 e che nel corso degli anni incrementa progressivamente la capacità da 1.500 a 2.700 bagagli/ora.

La primavera 2008 segna il passaggio del testimone tra Ilario Testa e Mario Ratti, già alla guida di Confindustria Bergamo dal 1995 al 2000 e nel consiglio di amministrazione di Sacbo da settembre 2004, che assume la presidenza di Sacbo alla vigilia del varo degli importati interventi di adeguamento destinati a trasformare l’immagine dello scalo bergamasco. Tra dicembre 2009 e marzo 2010 viene aperto il nuovo terminal partenze, prima parte del programma di ampliamento e sistemazione dell’aerostazione, basato su un progetto che comprende l’area arrivi sulla base di elementi architettonici studiati con l’intento di caratterizzare e identificare l’immagine dell’aeroporto. La prima fase di intervento sul terminal, realizzato attraverso un investimento di 15 milioni di euro da parte di Sacbo, permette di disporre di spazi e superfici atti a garantire la migliore gestione dei flussi di passeggeri. Il contestuale aumento dei varchi dedicati ai controlli di sicurezza contribusce a migliorare ulteriormente le già ottimali performance riconosciute all’aeroporto. La nuova area partenze del terminal passeggeri si sviluppa su due livelli, su una superficie, più che triplicata, di 10.500 mq, in parte oggetto di ristrutturazione, di cui 6.000 a livello superiore con spazi per nuovi esercizi commerciali che incrementano l’offerta food e retail in un contesto più accogliente e di maggiore comfort per i passeggeri. Un intervento che modifica in sostanza e qualità l’immagine dello scalo bergamasco, permettendo di disporre di un impianto funzionale alle esigenze operative, con 11 varchi dedicati ai controlli di sicurezza e 23 gate di imbarco, una accogliente Vip Lounge, una nuova Sala Amica e una zona fumatori con patio. Le pareti del terminal partenze sono rivestite con maxigrafica (wallpaper) con la riproduzione del codice a barre delle etichette bagagli che riporta il codice IATA BGY dell’Aeroporto di Milano Bergamo. Il colore del codice contraddistingue le singole aree: verde l’area dedicata ai voli Schengen, arancione per i voli extra- Schengen, azzurro il perimetro relativo ai controlli di sicurezza e flussi passeggeri. Il successivo ampliamento dell’area arrivi, deciso da Sacbo, prevede l’aggiunta di 4.000 mq, e la realizzazione di un parcheggio multipiano collegato all’aerostazione. A completamento degli interventi, la superficie totale dell’aerostazione passa da 30.000 a 63.500 mq. Nel quinquennio 2009-2014 Sacbo investe complessivamente 190 milioni a livello di infrastrutture, tutto attraverso autofinanziamento. Le opere realizzate e quelle in programma rientrano in un disegno di adeguamento delle infrastrutture, tale da accrescerne l’efficienza e creare aree commerciali che possano valorizzare il segmento “non aviation” che nel corso degli anni, in tutti i principali aeroporti del mondo, ha assunto un’importanza sempre più rilevante ai fini della redditività del servizio. Gli investimenti varati da Sacbo si inquadrano in una politica gestionale costantemente orientata a produrre valore per e sul territorio, allo scopo di disegnare un profilo architettonico di aerostazione che diventi un prestigioso biglietto da visita sullo sfondo della linea d’orizzonte di Città Alta. Sul fronte societario, la decisione assunta da Sea per la vendita di una quota del 19 per cento del proprio pacchetto azionario, fa salire la percentuale del Patto di Sindacato bergamasco al 69,02. Dal 14 marzo 2011 lo scalo bergamasco assume la denominazione “Il Caravaggio Bergamo Orio al Serio International Airport”. Il provvedimento di intitolazione, ratificato da Enac, coincide con le celebrazioni dei 40 anni di attività di SACBO e dell’atto di riconoscimento dello status di aeroporto civile. L’accostamento a Caravaggio conferisce, inoltre, alla crescita e all’affermazione dello scalo bergamasco nel panorama del trasporto aereo, l’etichetta di piena internazionalizzazione.

 

UN CASO DI SUCCESSO

Dal 2001, anno di avvento del traffico low cost, l’Aeroporto di Milano Bergamo ha registrato la crescita costante del movimento passeggeri fino a raggiungere la quota di 9 milioni nel 2013 consolidando la quarta posizione nella classifica degli scali italiani e assumendo una funzione strategica in chiave di mobilità per l’est Lombardia,. Uno sviluppo sostenuto dal progressivo miglioramento delle performance operative, che si sono accompagnate all’incremento dell’indice di soddisfazione dei servizi offerti e dall’allargamento del network dei collegamenti. L’Aeroporto di Milano Bergamo rappresenta l’8 per cento del Pil provinciale, conta 3500 occupati diretti (500 dei quali in carico al gestore aeroportuale) e, secondo studi di ricerca, supera quota 20mila con l’indotto sul territorio, considerando anche l’attività delle merci aeree che ne fanno il primo scalo courier e terzo italiano per il settore cargo. Insieme ai vantaggi offerti dalle tariffe low cost praticate dalla maggior parte dei vettori aerei operanti a Milano Bergamo e dall’indice di puntualità dei voli, l’accessibilità è la componente che concorre alla convenienza del viaggio anche in termini logistici e di trasferimento, grazie alla posizione baricentrica dello scalo bergamasco lungo l’asse autostradale A4 e alla vicinanza delle interconnessioni con le principali arterie e direttrici di traffico su gomma. L’Aeroporto di Milano Bergamo figura nella top ten dei migliori aeroporti low-cost al mondo nell'edizione 2014 del World Airport Awards, la cui classifica tiene conto di 39 tipologie di servizi, tra cui la registrazione, gli arrivi, i transfert, gli acquisti, la sicurezza. Tale posizione conferma il livello di qualità riconosciuto nel 2013 dall’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, dalla cui analisi è risultato lo scalo italiano con il punteggio più alto in termini di performance e gradimento dei servizi. Dopo i lavori di ammodernamento delle infrastrutture di volo con tecnologie d’avanguardia, eseguiti tra l’8 marzo e il 2 giugno 2014 limitando a soli 20 giorni la sospensione delle attività operative, vengono avviati gli interventi di ampliamento dell’aerostazione, con apertura preliminare della nuova area arrivi ad agosto 2014, e realizzazione di ulteriori spazi per 5000 mq e due nuovi gate di imbarco al terminal partenze, destinati ad essere completati in coincidenza con Expo 2015.

A ciò si aggiunga l'accreditamento del primo livello di certificazione "Airport Carbon Accreditation" (ACA) di ACI Europe (Consiglio Internazionale degli Aeroporti Europei, che rappresenta oltre 450 scali in 45 Paesi d’Europa) in relazione all’impiego delle risorse energetiche e al relativo abbattimento di consumi ed emissioni nell’aria nell’ambito delle attività di funzionamento dello scalo. Tale riconoscimento è propedeutico alla elaborazione della “ Carbon Footprint”, che traduce le risorse utilizzate dal gestore aeroportuale in CO2 equivalente prodotta. Un tassello fondamentale per poter individuare azioni successive finalizzate a ottenere ulteriori riduzioni e conseguenti risparmi.